COMUNICATI STAMPA

M5S parteciperà in massa alla riunione del Comitato per il rilancio di Birgi

M5S parteciperà in massa alla riunione del Comitato per il rilancio di Birgi Vincenzo Maurizio Santangelo

Accogliamo l’invito del Presidente Musumeci e parteciperemo alla riunione del Comitato per il rilancio dell’Aeroporto di Birgi, convocata per domani, sabato 29 giugno.

Il Movimento 5 Stelle parteciperà in massa a questo incontro voluto dal Presidente Musumeci. Alla importante riunione sarò insieme ai portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, Antonio Lombardo, Piera Aiello, Caterina Licatini e Vita Martinciglio, ai deputati ARS Valentina Palmeri e Sergio Tancredi e all’Europarlamentare Ignazio Corrao.

Almeno in questa prima fase di ascolto, ci aspettiamo di conoscere quali sono le novità sull’Aeroporto di Trapani Birgi e quali sono le soluzioni che il governo regionale ha intenzione di mettere in atto.

Ci aspettiamo anche che si tratti di soluzioni immediate, perché Birgi non può chiudere.

TONNARA DI FAVIGNANA: A LUGLIO TAVOLO TECNICO CON IL SOTTOSEGRETARIO MANZATO

TONNARA DI FAVIGNANA: A LUGLIO TAVOLO TECNICO CON IL SOTTOSEGRETARIO MANZATO Vincenzo Maurizio Santangelo

Come avevo annunciato dopo l’incontro avvenuto con l’azienda Nino Castiglione S.r.l, ho incontrato, insieme al Senatore Francesco Mollame, il Sottosegretario Manzato del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.
All’incontro ho ribadito fortemente il concetto della insufficienza della quota di 14 tonnellate riconosciuta alla Tonnara di Favignana. Fondamentale è il rispetto del regolamento europeo, il quale prevede che gli Stati membri debbano utilizzare criteri trasparenti e oggettivi anche di tipo ambientale, sociale ed economico per ripartire equamente i contingenti nazionali tra i vari segmenti di flotta tenendo conto della pesca tradizionale e artigianale.
Dal confronto è emersa la necessità di programmare già nei primi giorni del mese di Luglio, un tavolo tecnico con tutti gli operatori della pesca del tonno rosso per rivedere nel rispetto della sostenibilità economica del comparto, una maggiore equa ripartizione delle quote stesse.
Chi potrebbe dire che le tonnare fisse in generale non rappresentano la tradizione della pesca del tonno rosso. La storia in tal senso non può esser smentita, cioè che la tonnara di Favignana fa parte di questa storia. A questo punto bisogna ristabilire anche una equità economica tra tutte le tonnare autorizzate.
Abbiamo accolto con soddisfazione la calendarizzazione del tavolo tecnico ai primi di Luglio, ma con un pizzico di rammarico siamo rimasti sorpresi nell’apprendere da qualche ora, la notizia diramata dall’azienda Nino Castiglione S.r.l. di aver venduto la quota Tonna residua di 12 tonnellate circa.

Incontro con l’Azienda Castiglione. A difesa della Tonnara di Favignana

Incontro con l’Azienda Castiglione. A difesa della Tonnara di Favignana Vincenzo Maurizio Santangelo

Questa mattina ho incontrato, insieme ai parlamentari Francesco Mollame e Antonio Lombardo, il consiglio di amministrazione dell’azienda storica Castiglione. Oggetto dell’incontro le vicende che hanno visto l’attribuzione delle quote tonno 2019 nella specie per la Tonnara di Favignana.

Siamo venuti a conoscenza di tutti gli atti e i sacrifici compiuti dall’azienda Castiglione, eccellenza del territorio nel settore, che dopo anni dismissione, ha deciso a novembre di riprendere la pesca del tonno rosso, un’attività fortemente legata alla tradizione e cultura non solo delle isole trapanesi, ma di tutto il territorio siciliano.

Purtroppo, le condizioni stabilite con il decreto emanato in questi giorni dal Sottosegretario al Ministero delle politiche agricole, Franco Manzato, per l’assegnazione delle quote di pesca di questa specie protetta non consentono effettivamente a questa Tonnara di avere la giusta collocazione nel settore.

Per questo motivo, incontreremo già la prossima settimana la parte tecnica e politica di questo dicastero per lavorare a soluzioni concrete che permettano a questo importante stabilimento di tornare a mantenere l’importante funzione socio-economica nel territorio e soprattutto i suoi valori identitari-culturali, tutto nel rispetto delle normative comunitarie la sua storica attività.

La Tonnara di Favignana deve tornare ad essere il fiore all’occhiello nella pesca del tonno rosso nel mediterraneo. La Sicilia deve mantenere le sue tradizioni alimentari e culturali e visitare oggi questa Tonnara mi ha riempito di ricordi e di orgoglio e ringrazio per la sensibilità e la collaborazione, tutta l’amministrazione dell’azienda Castiglione.

Tavolo tecnico con il Ministro Toninelli: Birgi deve continuare a volare!

Tavolo tecnico con il Ministro Toninelli: Birgi deve continuare a volare! Vincenzo Maurizio Santangelo

Oggi è stata una giornata importante.

Si è svolto un tavolo di confronto con il Ministro Toninelli sul trasporto aereo. La sede giusta per un ragionamento sul Piano nazionale aeroportuale e in particolare sugli aeroporti secondari. Stiamo studiando soluzioni tecniche soprattutto per favorire la creazione di Reti aeroportuali uniche a livello regionale o macro-regionale, a maggioranza pubblica. La Rete mette a sistema gli aeroporti tra loro, primari e secondari, consentendo una programmazione che abbatte i costi, le tariffe, con contenimento della concorrenza. È inutile dire quanto questo sarebbe importante per la Sicilia e per aeroporti come quello di Trapani Birgi.

Ho portato all’attenzione del Ministro possibili interventi per realizzare le Reti aeroportuali ed altre misure per promuovere il rilancio degli aeroporti secondari. Tra queste, oltre agli incentivi per favorire la creazione delle Reti: la classificazione degli aeroporti insulari di “Interesse Economico Generale” ; la rimodulazione del sistema dei diritti aeroportuali, con specifico riferimento alle addizionali comunali di imbarco; l’allineamento della normativa nazionale agli Orientamenti comunitari sugli aiuti di stato agli aeroporti e alle compagnie aeree; l’emanazione di una norma che definisca con chiarezza le rispettive competenze di vigilanza e controllo in materia di trasparenza e competitività di ENAC e dell’Autorità di Regolamentazioni Trasporti. Mi fermo, ma l’elenco è ancora lungo.

Certo, non sono misure che si adottano in un giorno. Si tratta di un lungo lavoro di studio, di analisi e di ricerca delle modalità più equilibrate ed efficaci. Ma soprattutto di ascolto dei cittadini trapanesi che, con le loro proposte, stanno dimostrando di avere a cuore lo sviluppo ed il rilancio di Birgi e delle sue infrastrutture. È chiaro che tutti devono fare la loro parte a cominciare dai decisori locali e regionali.

Di una cosa siamo sicuri Birgi deve continuare a volare.

In Senato si torna a parlare del ruolo della mafia e della massoneria sulle stragi e sui grandi misteri del nostro Paese

In Senato si torna a parlare del ruolo della mafia e della massoneria sulle stragi e sui grandi misteri del nostro Paese Vincenzo Maurizio Santangelo

Si è tenuta oggi, presso la Sala Nassiriya del Senato della Repubblica, la conferenza stampa di Presentazione del libro “La Bestia” del dott. Carlo Palermo, l’ex procuratore di Trapani scampato al tragico attentato di Pizzolungo in cui rimasero vittime una mamma con i suoi due bambini.
Tra i relatori dell’evento che ho avuto l’onore di promuovere anche il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, sen. Nicola Morra, l’On. Maria Fida Moro, il Dott. Giovanni Tamburino e la Dott.ssa Antonella Beccaria.
E’ stato un appuntamento cui tenevo particolarmente, ispirato dal prezioso contributo frutto di anni di indagini e ricerche del dott. Palermo.
Abbiamo ascoltato le importanti testimonianze di tutti i relatori intervenuti, dalla strage di Pizzolungo, fino al caso Moro. Un momento molto toccante è stato il ricordo delle vittime della mafia, degli attentati terroristici e delle altre grandi tragedie del nostro Paese, ancora oggi avvolte nel mistero.
Servitori dello Stato che spesso vengono ricordati solo nel giorno delle stragi o dei loro tragici anniversari.
Poi il ricordo dei più grandi uomini della storia della nostra Repubblica, sempre più nitido nonostante gli anni che passano. Quello dei magistrati che hanno vissuto le esperienze degli accertamenti in quegli anni: Ciaccio Montalto, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino. Delle “luci” nella vita per il dott. Palermo, ma che devono esserlo ogni giorno sempre di più anche per tutti noi.
Molto emozionante anche la testimonianza di Maria Fida Moro, che ha ricordato quegli anni, da figlia e da cittadina, rammentando con amarezza che ancora oggi il padre non è stato riconosciuto come vittima del terrorismo.
Dall’analisi degli atti del dott. Palermo è emerso lo stretto collegamento tra mafia e massoneria, così come tra terrorismo e gli obiettivi della politica internazionale.
Un evento in cui si è apertamente parlato di quei poteri e di quelle forze, neanche troppo occulte, che si intrecciano e agiscono silenziosamente condizionando a volte la sovranità dei vari Stati.
Quello di oggi è stato un segnale importante, in una delle massime sedi istituzionali, al fine di mettere a nudo le responsabilità di uno Stato che ha bisogno di ritrovare la propria identità. Sono trascorsi decenni, ma non smetteremo mai di rassegnarci. Continueremo a parlarne fin quando non ci sarà verità e giustizia, perché non si può cambiare il presente se non si sciolgono i nodi del passato.

Aeroporti siciliani: Musumeci, quanta fretta, ma dove corri?

Aeroporti siciliani: Musumeci, quanta fretta, ma dove corri? Vincenzo Maurizio Santangelo

L’Aeroporto di Catania rappresenta il nodo cruciale dello sviluppo anche turistico della Sicilia. Non si possono raccontare ancora frottole ai siciliani. Gli aeroporti di Palermo e di Catania sono patrimonio dei siciliani e prima di privatizzarli devono essere messi al servizio dello sviluppo economico-sociale e turistico dell’intera regione, come ha fatto la Spagna con i suoi aeroporti da diversi anni.
La smettano i vertici dell’aeroporto di portare avanti questo progetto scellerato di privatizzazione. Bisogna fermarli. Musumeci può farlo o sarà complice di questa scelta inspiegabile.
Il presidente Musumeci deve ritirare anche la delibera che impone anche al Sindaco di Palermo e agli altri enti locali di vendere le quote nella Gesap e negli altri aeroporti. Non è così che si fa l’interesse pubblico. Inquieta la fretta di Musumeci di acquisire le quote dei Comuni mentre sta in silenzio di fronte a questo “colpo di mano” dei vertici di Fontanarossa.
Se la concessione aeroportuale di Catania vale un miliardo di euro, e se il vero obiettivo dei vertici fosse quello di ricavare 250 milioni per pagare le pensioni dei dipendenti della Camere di Commercio, perché non chiedono alla Regione di comprarsi una quota, anche di minoranza, della società di gestione, la SAC? Non si vede perché la Regione abbia potuto comprare le quote di Birgi e non possa fare la stessa cosa con Fontanarossa. Dunque l’obiettivo non è questo. Devono darci una spiegazione.
Agen vuol far credere di aver quasi convinto Toninelli della bontà della privatizzazione. A me non risulta: Il Ministro ha detto chiaramente, dopo aver incontrato i vertici della SAC, di nutrire forti perplessità al punto da temere che possa rappresentare un grosso errore il fatto di vendere una quota maggioritaria delle azioni da parte dei soci, che oggi sono soggetti tutti pubblici e che, per questo, il Ministero vigilerà su ogni singolo dettaglio affinché, laddove questo passaggio fosse portato avanti, non siano commessi errori.
L’abbiamo detto e vogliamo ripeterlo con le parole del ministro Toninelli: “Il principale errore è pensare di monetizzare oggi disinteressandosi del domani, cioè disinteressandosi di quale sarà il progetto, la prospettiva di crescita di un aeroporto così strategico come quello di Catania”.
Come ha ricordato il Ministro parlando delle concessionarie, deve finire il tempo in cui le società che ricevono in concessione dallo Stato infrastrutture come gli aeroporti decidono loro quali siano le condizioni da autoapplicarsi.
Per Musumeci è giunta l’ora di spiegare tante cose ai trapanesi che continuano oggi a protestare. A cominciare dalla nomina di Riggio, che intende fare di birgi uno scalo merci.
Ma il Presidente della Regione deve anche spiegare gli inquietanti ritardi nella nomina di un consigliere in sostituzione di Elena Ferraro, le cui dimissioni non sono mai state spiegate; il fatto che Airgest sia ancora dopo alcuni mesi senza un Direttore; come mai i vertici sempre dimissionari di Airgest siano ancora al loro posto e, visto che sono espressioni di privati, come mai siano stati posti alla guida di una società pubblica.
Ma soprattutto Musumeci deve spiegare come mai non sia ancora stato inviato un Piano di risanamento di Airgest all’Autorità di regolazione dei Trasporti, essendo questa la condizione per poterla ricapitalizzare.

Gestione aeroportuale regionale unitaria soluzione concreta per la crescita della Sicilia

Gestione aeroportuale regionale unitaria soluzione concreta per la crescita della Sicilia Vincenzo Maurizio Santangelo

Il nostro modello di gestione unica pubblica delle società di trasporto aereo rappresenta un’idea concreta, immediatamente percorribile adesso che tutte le società di gestione degli aeroporti siciliani sono in mano pubblica, in grado di garantire immediati vantaggi a tutto il territorio, specialmente al Sud Italia.
Questo rappresenta il momento ideale per perseguire questa strategia che gioverebbe a tutti gli scali, principali e secondari, che potranno lavorare in sinergia tra loro e stare sul mercato come unico prodotto anche ai fini dell’offerta turistica da promuovere nel mondo: quella di “Destinazione Sicilia”.
Occorrerebbe dunque scongiurare qualsiasi intento di privatizzazione e permettere ad una delle Regioni più grandi d’Italia di portare avanti questo prodotto di destinazione unica siciliana.
Concetto che potrebbe applicarsi anche a realtà macro-regionali, ad esempio nel Meridione, vendendo la #DestinazioneSUD.
Il potenziale della Rete aeroportuale unitaria emerge dal confronto con le Isole Baleari, una realtà con un quinto degli abitanti della Regione siciliana che riesce ad accogliere più del doppio dei passeggeri.
Per questo un sistema come quello delle Baleari in Sicilia potrebbe immediatamente triplicare o quadruplicare gli arrivi.
Da non sottovalutare anche il fatto che prima o poi anche i grandi aeroporti arriveranno ad un punto in cui non si potranno più espandere, e quindi avranno tutto l’interesse e il bisogno di operare in sinergia con aeroporti più piccoli limitrofi.
La Rete aeroportuale che proponiamo avrebbe anche il merito di evitare distorsioni di mercato aeroportuale con conseguenti ripercussioni sullo sviluppo del territorio.
Non è in discussione l’importante ruolo assunto dai vettori aerei che sono in grado di spostare milioni di passeggeri, ma riteniamo necessaria una programmazione che tenga conto di tutti gli aeroporti e delle risorse pubbliche disponibili, per evitare che lo spostamento da un aeroporto all’altro di un vettore possa arrivare persino a causare la crisi di uno scalo.
In questa programmazione è necessario garantire che gli aeroporti secondari siano in grado di stare sul mercato e quindi probabilmente quella di raggrupparli e metterli a sistema può essere un’ottima soluzione.
Quindi non solo la nostra non è una soluzione che va controtendenza, ma è anche un progetto di sviluppo, immediatamente percorribile, per la crescita del Meridione e di tutto il nostro Paese.

A Catania per parlare di modello strategico per il futuro degli aeroporti siciliani!

A Catania per parlare di modello strategico per il futuro degli aeroporti siciliani! Vincenzo Maurizio Santangelo

Oggi alle ore 16:30 sarò a Catania al Palazzo della Cultura, Sala Marchesi, in via Vittorio Emanuele 121 insieme al Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Danilo Toninelli per partecipare alla Conferenza “Aeroporti e Aerei per la Sicilia” sulla gestione unitaria del sistema aeroportuale dell’Isola, da tempo sotto osservazione dai parlamentari siciliani del Movimento 5 Stelle.
È importante sottolineare l’importanza di questo appuntamento per dare un seguito alle strategie di sviluppo del settore esposte in occasione degli Stati Generali del Trasporto aereo riuniti nella Conferenza Nazionale svoltasi nei giorni scorsi a Roma.
Proseguiamo oggi nell’esposizione della nostra idea di creare una gestione aeroportuale unica per la Sicilia, finalizzata a sviluppare al meglio il trasporto aereo per garantire condizioni di vera crescita del Mezzogiorno e in particolare della Sicilia. Non a caso, questo appuntamento fa eco all’importante accordo Italia-Cina, che include anche nuovi accordi in campo turistico con l’Oriente.
La rete aeroportuale regionale pubblica è, nella fase in cui ci troviamo oggi, il potentissimo strumento che può consentirci di aumentare notevolmente il numero dei passeggeri, di ridurre i costi e di garantire tariffe più vantaggiose e maggiore trasparenza e controllo, senza dimenticare l’importanza che riveste oggi l’intermodalità.

La proposta del M5S agli “Stati Generali del Trasporto Aereo”: “Una Rete aeroportuale regionale pubblica è la soluzione per lo sviluppo della Sicilia”.

La proposta del M5S agli “Stati Generali del Trasporto Aereo”: “Una Rete aeroportuale regionale pubblica è la soluzione per lo sviluppo della Sicilia”. Vincenzo Maurizio Santangelo

Il 20 e 21 marzo ho guidato una delegazione composta dalle deputate dell’Assemblea regionale siciliana Stefania Campo e Valentina Palmeri e dagli esperti dott. Giovanni Catania e dott.ssa Floriana Carlino alla Conferenza Nazionale sul Trasporto Aereo.
Un’occasione unica di confronto con le istituzioni, con interlocutori qualificati e stakeholders, che abbiamo colto per partecipare a delineare prospettive e modelli di sviluppo del settore del trasporto aereo.
Abbiamo esposto a tutti i partecipanti la nostra l’idea creare una gestione aeroportuale unica per la Sicilia al fine di superare le attuali criticità e per sviluppare al meglio il trasporto aereo per garantire condizioni di vera crescita del Mezzogiorno e in particolare della Sicilia.
La rete aeroportuale regionale pubblica è, nella fase in cui ci troviamo oggi, il potentissimo strumento che può consentirci di aumentare notevolmente il numero dei passeggeri, di ridurre i costi e di garantire tariffe più vantaggiose e maggiore trasparenza e controllo.
Il mio intervento ha riguardato, pertanto, il tema delle “Reti e Intermodalità” all’interno del panel “Gestione sistema aeroportuale nazionale e delle reti aeroportuali”. Nello stesso gruppo di lavoro è intervenuta la dott.ssa Floriana Carlino sui “Modelli gestionali nelle diverse realtà dei paesi dell’UE e individuazione di best practices”.
Le due portavoce Valentina Palmeri e Stefania Campo hanno affrontato, rispettivamente, le tematiche delle “Politiche per la sostenibilità ambientale” e del “Rafforzamento dell’agenda sociale e creazione di posti di lavoro di alta qualità nel settore dell’aviazione”, mentre su “aiuti di stato e regolazione del settore” è intervenuto il dott. Giovanni Catania.
Il mio personale ringraziamento agli organizzatori dell’evento e al Presidente dell’ENAC, Nicola Zaccheo, che ha condiviso il nostro punto di vista e ha espresso parole positive per il nostro contributo.

Ora ne siamo certi, il Governo Musumeci vuole privatizzare gli aeroporti siciliani!

Ora ne siamo certi, il Governo Musumeci vuole privatizzare gli aeroporti siciliani! Vincenzo Maurizio Santangelo

Una cosa è certa nel trasporto aereo: che nei prossimi anni il traffico negli aeroporti crescerà!
E il Governo regionale cosa fa? Dà il via ad una privatizzazione selvaggia e senza appello – senza discuterne con il Governo nazionale e neanche con il territorio – portando avanti l’idea di Vito Riggio, da poco ex presidente ENAC, il quale ha più volte profetizzato il destino dell’aeroporto di Birgi, che sarebbe quello di diventare un “aeroporto per le merci”.

Avevamo già avvertito il rischio che con la nomina di Riggio da parte di Musumeci si andava verso la privatizzazione ad ogni costo degli aeroporti siciliani.
Per carità, anche Riggio – come l’attuale Presidente di Airgest – lavora a titolo gratuito (!?!) ma non ci fa dormire l’idea che si stia preparando il più grande pacco regalo che si possa fare ai privati, di sicuro già prontissimi ad approfittare dei profitti che ci saranno nei prossimi anni.
Il collegato al DDL 476 approvato con la Delibera di Giunta n. 25 del 13 gennaio 2019 “in materia di personale, di enti locali e altre disposizioni” contiene l’articolo 8 “Disposizioni in materia di Autonomie Locali” dove pur senza citare esplicitamente gli aeroporti siciliani si organizza un ben nascosto groviglio di norme per imporre ai Comuni e alle Città Metropolitane che possiedono quote nelle società di gestione degli aeroporti siciliani a dismettere il loro pacchetto azionario entro 90 giorni prevedendo sanzioni per le amministrazioni che non vorranno farlo, con la riduzione del 10% dei trasferimenti correnti da parte della stessa Regione.

Possibile che non se ne siano accorti e non abbiano protestato la Città Metropolitana di Catania, il Libero Consorzio Comunale di Siracusa e il Comune di Catania che insieme detengono quasi il 27% delle quote di SAC, il Comune di Comiso con il 35% di SOACO, la Città Metropolitana di Palermo, il Comune di Palermo e il Comune di Cinisi che insieme hanno quasi il 76% di GESAP. Possibile che nessuno dica nulla?

Troppo denaro pubblico è stato investito senza un criterio e senza una vera programmazione regionale ed è singolare che il primo atto di razionalizzazione della Regione siciliana sia quello di imporre agli enti locali di vendere le proprie quote.

Gli aeroporti sono fondamentali per la Sicilia e sarebbe un delitto privatizzarli. La soluzione è a portata di mano con la creazione di un gestore pubblico unico per tutti gli aeroporti siciliani per sedare gli appetiti dei privati e finalmente programmare in maniera saggia il traffico sui diversi scali.

Gestire tutti gli aeroporti siciliani in modo manageriale come fossero un unico aeroporto è la ricetta che ci consentirà di mantenere in mano pubblica uno strumento fenomenale per la crescita per la mobilità dei siciliani e anche del turismo.

Alla base del fallimento della politica aeroportuale, infatti, c’è stato lo strapotere dei vettori aerei nei confronti delle piccole realtà aeroportuali non ancora affermate e stabilizzate che è stato favorito dalla concorrenza tra aeroporti, tutti in mano pubblica. Così Punta Raisi ha tolto l’ossigeno a Birgi.
La legge del più forte condanna le strutture più piccole come Trapani/Birgi a soccombere nei confronti degli aeroporti più grandi, soprattutto quando ubicati nello stesso bacino, e comunque ad essere subalterne ai diktat delle Compagnie aeree e all’opportunismo delle strutture più grandi.

Soltanto unendo gli aeroporti possiamo scongiurare i tentativi di privatizzazione selvaggia degli scali che mortificherebbero il territorio a vantaggio di pochi speculatori.

Adesso serve una Regia unitaria per perseguire l’interesse pubblico. La Gestione Unica bisogna farla adesso mentre le società aeroportuali siciliane sono ancora tutte in mano pubblica. Si potrà parlare di privatizzazione quando il sistema funzionerà e sarà dato il giusto valore ad ogni concessione aeroportuale. La speculazione distrugge beni pubblici e in questo settore manterrebbe la Sicilia schiava degli interessi privati e speculativi.

Un sistema di aeroporti come quello siciliano deve essere messo al servizio della promozione della Sicilia come destinazione unica. “Destinazione Sicilia” contiene un potente messaggio turistico l’unica idea vincente per superare lo stato di perenne sottosviluppo, con una visione d’insieme e uno sforzo istituzionale veramente straordinario. Una possibilità anche ai piccoli scali di avere un maggiore potere contrattuale nei confronti dei vettori.

L’accorpamento di tutti gli aeroporti siciliani in una rete unica è il vero antidoto alla fusione Trapani-Palermo senza condizioni e senza programmazione che in un primo momento il governo Musumeci sembrava voler fare, senza però darne alcun seguito.

Cos’è accaduto nessuno lo sa ma nel frattempo il Governo regionale ha lasciato cadere nel vuoto il nostro appello ad aprire immediatamente un tavolo con il Governo nazionale per trovare le soluzioni e incentivare la collaborazione con la Regione siciliana in tema di gestioni aeroportuali.

I Sindaci di Palermo e Catania anche nella qualità di rappresentanti delle Città Metropolitane, le Camere di Commercio e gli altri Comuni, Principale tutti “enti pubblici”, dovrebbero intestarsi questa battaglia in nome dei cittadini invece di consentire di pilotare questi scali verso i privati.

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