Il taglio dei parlamentari sarà una vittoria di tutti i cittadini!

Il taglio dei parlamentari sarà una vittoria di tutti i cittadini!

Il taglio dei parlamentari sarà una vittoria di tutti i cittadini! 1920 1080 Vincenzo Maurizio Santangelo

Mancano pochi giorni allo storico Referendum sul taglio del numero dei parlamentari. Ancora una volta questa campagna referendaria ha visto il MoVimento 5 Stelle da solo contro tutti nella lotta ai privilegi della casta e dell’establishment.

Eppure la riforma sulla quale tutti gli italiani dovranno presto esprimersi è passata in Parlamento con il 98% dei consensi: il tasso più alto di approvazione della storia repubblicana!

Ripercorriamo le tappe che ci hanno portato al Referendum.

18 maggio 2018

Due mesi dopo le elezioni, con la Lega scriviamo nero su bianco nel Contratto di governo al paragrafo sulle riforme istituzionali che: “Occorre partire dalla drastica riduzione del numero dei parlamentari: 400 deputati e 200 senatori. In tal modo, sarà più agevole organizzare i lavori delle Camere e diverrà più efficiente l’iter di approvazione delle leggi, senza intaccare in alcun modo il principio supremo della rappresentanza, poiché resterebbe ferma l’elezione diretta a suffragio universale da parte del popolo per entrambi i rami del Parlamento senza comprometterne le funzioni. Sarà in tal modo possibile conseguire anche ingenti riduzioni di spesa poiché il numero complessivo dei senatori e dei deputati risulterà quasi dimezzato”.

12 luglio 2018

Riccardo Fraccaro, allora Ministro per i rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, nel corso dell’audizione sulle linee programmatiche del proprio dicastero presenta il disegno di legge costituzionale sul taglio dei Parlamentari. Già in quella sede il Ministro era stato chiaro nell’affermare che il taglio “non può ricondursi semplicisticamente a una sola esigenza di risparmio, ma potrà determinare il miglioramento del processo decisionale delle Camere, che potranno operare con più efficienza e, dunque, essere più capaci di rispondere alle esigenze dei cittadini”.

16 ottobre 2018

Inizia in Commissione Affari costituzionali del Senato l’esame dei disegni di legge Atto Senato n. 214 (Quagliariello), n. 515 (Calderoli) e n. 805 (Patuanelli). La riforma prevede la modifica di tre articoli della Costituzione: il 56, riducendo da 630 a 400 i deputati, il 57 (da 315 a 200 senatori) e il 59, specificando che i senatori a vita possono essere massimo cinque.

7 febbraio 2019

Il Senato approva in prima lettura il ddl costituzionale a larga maggioranza (76% dei votanti): votano a favore M5S, Lega, ma anche Forza Italia e Fratelli d’Italia (185) mentre Pd, LeU e parte delle Autonomie dicono No (54).

9 maggio 2019

La Camera conclude l’iter della prima lettura approvando il testo già licenziato dal Senato. Le proporzioni sono le stesse: i 310 sì su 422 votanti sono di M5S, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia contro i 107 No di Pd e LeU.

11 luglio 2019

Il Senato approva in seconda lettura la sforbiciata dei parlamentari. I sostenitori del taglio sono sempre gli stessi: 180 favorevoli (78%) contro 50 contrari.

8 ottobre 2019

Quando la Camera è chiamata a votare definitivamente il ddl costituzionale, sembra che maggioranza e opposizione non esistano: su 567 votanti, quelli a favore sono 553 (il 98%) e i contrari sono solo 14.

Votano infatti a favore Pd, LeU e Italia Viva entrate nella nuova maggioranza, mentre le opposizioni mantengono il loro voto favorevole.

12 ottobre 2019

Il disegno di legge viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale e iniziano a decorrere i tre mesi di tempo previsti dall’articolo 138 della Costituzione per avanzare richiesta di referendum confermativo.

Come prevede la Costituzione, la legge potrebbe essere già promulgata dal presidente della Repubblica senza referendum visto che in seconda lettura è stata approvata dalla maggioranza qualificata delle due Camere.

10 gennaio 2020

Alla data di scadenza, 71 senatori hanno presentato le firme in Cassazione per chiedere che sia indetto il referendum confermativo. 13 giorni dopo la Suprema Corte dà il via libera alla consultazione.

27-28 gennaio 2020

Il Consiglio dei ministri indica il 29 marzo e il presidente della Repubblica indice la data per il referendum, ma la pandemia fa slittare il voto.

17 luglio 2020

Su indicazione del Governo, Sergio Mattarella firma il nuovo decreto che indice il referendum e le elezioni Regionali e amministrative il 20 e 21 settembre.

Adesso siamo arrivati alla fine di questo lungo percorso, pieno di insidie e di difficoltà. Manca solo il voto di tutti gli italiani. Un Sì per tagliare 345 poltrone, creare un Parlamento più snello ed efficiente, migliorare la competizione elettorale aumentando la qualità dei candidati e ottenere un risparmio di 100 milioni di euro all’anno.

Non c’è alcun dubbio per votare Sì!

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